Auguri di buon compleanno a Joni Mitchell, cantautrice simbolo degli anni ’70

Quando il mondo diventa un pasticcio enorme con nessuno al timone, è il momento per gli artisti di lasciare il segno

di Skatèna

7 novembre 1943 – nasce a Fort Macleod la cantautrice e pittrice canadese Joni Mitchell (Roberta Joan Anderson), artista eclettica, spesso in polemica con l’industria discografica, divenuta nota per la sua musica sofisticata e i suoi testi estremamente ricercati e poetici. A nove anni, durante la convalescenza per la poliomielite, imparò da sola a suonare la chitarra e il pianoforte, sviluppando un gusto personalissimo per accordature e armonie non convenzionali (fonte: enciclopedia del rock). Dopo la gavetta nelle coffee house di Detroit e New York, Tom Rush e Judy Collins scoprirono il suo talento e decisero di incidere le sue canzoni, finché nel marzo del 1968 ella stessa produsse il suo primo disco Song to a Seagull, sebbene nei crediti David Crosby appaia in veste di produttore.

Iniziò dunque un periodo di grande successo commerciale, in cui la Mitchell definì un suo stile personale che farà epoca e sarà fonte d’ispirazione per tutte le cantautrici degli anni successivi. 

  • [Joni Mitchell] è la più forbita delle “signore del rock”. Poche altre cantautrici hanno saputo coniugare in modo così raffinato l’introspezione psicologica dei testi e un’austerità d’arrangiamenti degna della musica da camera. Le sue canzoni, infatti, non sono solo confessioni a cuore aperto, testimonianze degli ultimi sussulti della stagione hippie: sono piccole perle musicali, orchestrate con raro gusto e sobrietà. E il suo stesso atteggiamento signorile, in vistoso contrasto con le icone dell’epoca, le ha consentito di ritagliarsi un ruolo del tutto peculiare nell’arena del rock. (ondarock)

Joni Mitchell, New York, November 1968.

Ricordate la canzone che divenne l’inno celebrativo del festival di Woodstock ’69 e di tutta la hippie generation? Quella canzone,che si intitola proprio Woodstock, fu scritta dalla Mitchell senza che lei avesse preso parte al concerto. La colpa in questi casi è sempre del manager: fu Elliot Roberts a convincere Joni che una comparsata tv al Dick Cavett Show sarebbe stata una promozione più efficace per il suo secondo album rispetto a un festival improvvisato, che sui manifesti citava Woodstock anche se la contea omonima aveva rifiutato di ospitarlo. 

Di seguito, la prima performance di Woodstock di Joni Mitchell: avvenne poche settimane dopo il concerto di Woodstock, durante la sua apparizione al Celebration At Big Sur (settembre 1969):

  • Se Grace Slick è la ragazza dell’utopia, dei sogni, delle illusioni, Joni Mitchell e` la ragazza reale, quotidianamente impegnata a sopravvivere come individuo ed artista, una ragazza la cui vita e` fatta di abitudini, e di incidenti che alterano queste abitudini. Ed e` una ragazza piena di contraddizioni, prima fra tutte quel rapporto di odio e amore nei confronti della California e dell’America tutta, disprezzata ed agognata allo stesso tempo.(scaruffi.com)

Nel giugno 1971 Joni rilasciò per la Reprise Records il suo quarto album, Blue, un’autobiografia confessionale in musica che fu sia un successo commerciale che di critica, raggiungendo la ventesima posizione nella Billboard Album Chart del settembre di quello stesso anno. 

Con Blue la cantautrice canadese si mise a nudo nei sentimenti e nelle angosce con sofferti, intimi frammenti di un discorso amoroso ispirati anche ai rapporti burrascosi con Graham Nash e James Taylor e a una maternità rifiutata. (stonemusic.com) 

 

 

Taggato in