35 anni fa usciva Legend di Bob Marley and The Wailers

Un po’ tutti, prima o poi, hanno modo di ascoltare e poi amare le splendide canzoni di Robert Nesta Marley, e anche di ballarle al ritmo di reggae: esse sono state veicolo di messaggi importanti per l’umanità, in quanto parlano di amore, pace, fratellanza, libertà, riscatto sociale e diritti dei popoli, e sanno toccare il cuore anche di chi non mastica l’inglese. 

L’8 maggio 1984, a tre anni dalla morte di Bob, veniva pubblicata, a cura di Trevor Wyatt, la raccolta postuma Legend. 
Prodotta da Chris Blackwell, Errol Brown, Steve Smith e The Wailers, essa contiene 14 tracce in puro roots reggae style registrate tra il 1972 e il 1983, riunendo tutti i maggiori successi, anzi “il meglio” (the best) di Marley e dei suoi Wailers, pezzi che hanno fatto conoscere il reggae alle grandi masse divenendo dei veri e propri successi internazionali. 

Tempo fa, prima che io acquistassi l’album, scoprii per caso le prime due canzoni (tra l’altro presenti in Legend) di Marley: esse si trovavano in una compilation su musicassetta di mio cugino Giuseppe, e fecero scattare in me la fatidica fissa per la reggae music: Jamming, che è del 1977 ed è dedicata alla Giamaica e alla necessità che il suo popolo trovi la forza nell’unità d’intenti, e Could You Be Loved del 1980, che è un inno alla libertà. Ve le posto entrambe in versione live:

 

Legend  è il disco reggae con il maggior numero di vendite di tutti i tempi (oltre 30 milioni). Esso è stato certificato dalla RIAA come multi platino (15 dischi di platino) ed ha conquistato, con oltre 15 milioni di copie vendute, anche il disco di diamante.

Di seguito, una performance epica di uno dei cavalli di battaglia di Marley, No Woman No Cry: