25 anni fa usciva “The Crow”: ecco la sua straordinaria soundtrack dalle atmosfere dark/industrial

Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti; a volte però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l’anima non poteva riposare. Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l’anima perché rimettesse le cose a posto. (Sarah) 

Il 13 maggio 1994 fu distribuito dalla Miramax negli Stati Uniti il film Il corvo – The Crow diretto da Alex Proyas e basato sull’omonimo fumetto di James O’Barr, che racconta la storia di Eric Draven (da notare che Draven è un gioco di parole, perchè the raven in inglese è l’uccello corvo), un musicista rock che viene resuscitato per vendicare la propria morte e lo stupro e l’omicidio della sua ragazza. 

All’improvviso sentii un rumore, come se qualcuno stesse bussando gentilmente alla porta del mio negozio. [Eric – Citazione ispirata a Il corvo di E. A. Poe]

Rispetto al fumetto, nel film il tema della vendetta è molto meno cruento: i toni tetri sono poi schiariti dal finale lieto, perché dopo tutto l’odio e la vendetta, a trionfare è l’amore. 

Se le persone che amiamo ci vengono portate via, perché continuino a vivere, non dobbiamo mai smettere di amarle. Le case bruciano, le persone muoiono, ma il vero amore è per sempre (Sarah) 

The Crow divenne subito un cult non solo per la trama emozionante e per il suo stile unico a livello di fotografia e tecniche di regia, ma soprattutto perché l’attore protagonista Brandon Lee rimase ferito accidentalmente sul set durante le riprese da un colpo di pistola, per poi morire il 31 marzo 1993 in un ospedale di Wilmington (Carolina del Nord) dopo una vana operazione durata 12 ore. A soli otto giorni dalla fine della produzione, le scene incomplete che dovevano essere interpretate da lui vennero gestite riscrivendo la sceneggiatura e utilizzando sia una controfigura che effetti digitali. Il film fu poi dedicato a Lee e alla sua fidanzata, Eliza.

È significativa l’interpretazione del trucco del personaggio di Lee, ispirato alle maschere del teatro drammatico inglese ed a Pierrot, che rendono plausibili le varie sfaccettature oscure di Eric – immerso in un oblio di dolore e disperazione rappresentate da unironia di fondo piuttosto macabra nel suo essere metaforica e baudelaireana come ci suggerisce il suo modo poetico di relazionarsi agli altri e l’intera sceneggiatura del film (liberamente tratto da la scimmia pensa). 

Notevole poi la soundtrack, che potete ascoltare qui sotto, la quale vanta la partecipazione di grandiosi artisti, sia in interpretazioni originali sia in cover di altre band. I generi musicali vanno dal goth al grunge, dal metal all’industrial, che ben si adattano a un film dai colori cupi e dalle atmosfere plumbee e tenebrose.

The Crow: Original Motion Picture Soundtrack È Il titolo dell’album contenente tale la colonna sonora. Pubblicato il 29 marzo 1994, raggiunse la prima posizione della classifica Billboard 200 e da allora venduto oltre tre milioni di copie nei soli Stati Uniti.

Il brano d’apertura, Burn dei Cure, accompagna Eric mentre si prepara alla sua vendetta, mentre la città viene messa a fuoco e fiamme durante la terribile Devil’s Night (la Notte Del Diavolo). Viene dato spazio anche ad un altro gruppo favorito dal fumettista O’Barr, i Joy Division, che però rientrano nella soundtrack con la loro Dead Souls coverizzata dalla band di Trent Reznor, i Nine Inch Nails. Non è invece presente alcun brano dei Bauhaus il cui cantante Peter Murphy ispirò O’Barr nell’ideare le fattezze di Eric. L’inserimento di canzoni scritte dai The Cure e dai Joy Division derivano dal fatto che O’Barr è stato un grande fan di entrambe le band, la cui musica ha influenzato la creazione del fumetto originale. Pensate che O’Barr ristampò su una pagina intera del fumetto il testo di The Hanging Garden dei The Cure, mentre molti capitoli prendono il nome da alcune canzoni dei Joy Division, come Atmosphere Atrocity Exhibition. Il protagonista, Eric, addirittura cita frasi della canzone Disorder, tratta dall’album Unknown Pleasures

Poi ci sta Darkness, il pezzo incazzato dei Rage against the machine (che registrarono nuovamente nel 1991 il b-side del singolo Darkness of Greed rinominandolo semplicemente in Darkness e adattandolo per questa soundtrack), le sonorità metal di Milktoast degli Helmet e The Badge dei Pantera (cover dei Poison Idea). Anche i Violent Femmes , che tanto ho apprezzato da piccolina, si sono affacciati in questa soundtrack con un brano, Color Me Once, tranquillo e sul dark andante. 

E ancora i Rollins band con la loro magnifica e infuocata cover di Ghost Rider dei Suicide. Ci stanno poi l’oscura Big Empty degli Stone Temple Pilots, che è la canzone che ha riscosso maggior successo ed è contenuta anche nel loro secondo album, Purple, Slip Slide Melting dei For Love Not Lisa, scritta in collaborazione con O’Barr.

Comunque, tutti i brani meritano di essere ascoltati. Ecco la tracklist:

  1. Burn – The Cure (Robert Smith, Simon Gallup, Boris Williams, Perry Bamonte) – 6:39
  2. Golgotha Tenement Blues – Machines of Loving Grace (Scott Benzel, Mike Fisher, Stuart Kupers, Thomas Melchionda) – 4:01
  3. Big Empty – Stone Temple Pilots (Dean DeLeo, Scott Weiland) – 4:56
  4. Dead Souls – Nine Inch Nails (Joy Division) – 4:54
  5. Darkness – Rage Against the Machine (Rage Against the Machine) – 3:41
  6. Color Me Once – Violent Femmes (Gordon Gano, Brian Ritchie) – 4:09
  7. Ghostrider – Rollins Band (Martin Rev, Alan Vega) – 5:45
  8. Milktoast (also known as Milquetoast) – Helmet (Page Nye Hamilton) – 3:59
  9. The Badge – Pantera (Poison Idea) – 3:54
  10. Slip Slide Melting – For Love Not Lisa (For Love Not Lisa) – 5:47
  11. After the Flesh – My Life with the Thrill Kill Kult (Buzz McCoy, Groovie Mann)– 2:59
  12. Snakedriver – The Jesus and Mary Chain (William Reid, Jim Reid) – 3:41
  13. Time Baby III – Medicine (Jim Goodall, Brad Laner, Jim Putnam, Ruscha, Beth Thompson) – 3:52
  14. It Can’t Rain All the Time – Jane Siberry (Graeme Revell, Jane Siberry) – 5:34

Oltre a questo disco, esiste anche un album con la colonna sonora originale creata per il film dal compositore Graeme Revell che include partiture orchestrali insieme a contaminazioni metal.

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