Amore a prima vista (o forse meglio dire a primo udito?) 

Originariamente, “si trattava di una storia di una famiglia “, inizia Guillaume. Suo fratello Sonny, sua sorella Caroline, un gruppo di amici, e lui stesso costituirono il nucleo originario di quello che poi più tardi sarebbe diventato uno dei crew più importanti della Francia meridionale. Dopo il primo rave nell’arena di Nimes nel 1995, e dopo la loro prima vera festa libera nella regione parigina nel 1998, si innamorarono della teuf: “Abbiamo trascorso diversi anni  seguendo gli Heretik, passato assieme le notti sotto il ponte di Bercy, siamo stati anche alla mitica piscina Molitor “. A quel tempo, Guillame e soci crearono uno studio di registrazione casalingo con “poche macchine e pochi mezzi“. I loro desideri si evolsero rapidamente, per cui da un semplice bisogno di produzione si passò a quello di voler diffondere e condividere la loro musica con il maggior numero di persone possibile, e quindi di non essere più confinati in “deux baffles de monitoring dans un appartement de 30 m²” .

Convinti che le sostanze psichedeliche talvolta fungono da “amplificatori dei sensi“, facendo in un certo senso diventare coloro che le assumono più lucidi, decisero di chiamare il loro crew L’hallucidité – Agence de voyage.

Autoqualificatosi “agenzia di viaggi”, il crew rivendica il diritto di voler viaggiare e far viaggiare gli altri attraverso la musica, definendo il proprio pubblico “la gente dei viaggi mentali” e riunendo “tutti coloro che sono coinvolti nei free Parties e sono costretti a viverli nell’illegalità“. Nel 2004 è nata la loro etichetta, frutto del loro lavoro, ed hanno all’attivo una raccolta di “almeno 5000 vinili“, mentre artisti come FKY sono pronti a registrare tracce per lanciarla. Che l’avventura abbia inizio. 

Un’opera d’arte da 20 kw

Qualche anno dopo la sua nascita, nell’estate del 2012, L’hallucidité organizzò le “calages“, piccole riunioni di circa 50/100 persone nel dipartimento del Gard. All’epoca, Guillaume possedeva un piccolo sound “RCF di circa 5 kw “. Fu allora che incontrò il suo amico Binbin, con il quale decisero di acquistare un “gigantesco muro di altoparlanti” di 20 kw, progettato da Ivan Bourreau  – fondatore dei Massive Sound Terrorist  – “sotto il marchio emergente Execut Acoustics“. 

La loro OPERA D’ARTE, interamente realizzata a mano” venne inaugurata pochi mesi dopo, nell’autunno del 2014, in una fabbrica dismessa vicino Torino, per il primo vero free party targato L’hallucidité. Influenzati dallo stile di Heretik, FKY, Radium e Crystal Distortion, il loro genere prediletto durante le serate da loro organizzate è principalmente incentrato su techno e hardcore. “Con il progredire della serata, il tempo accelera, i bpm aumentano e l’atmosfera si indurisce“, per cui si assiste ad una progressione sonora che consente ai membri del gruppo di mostrare e far scoprire al pubblico il suo universo in maniera integrale, “una specie di suono tribale ancestrale“.

Poi, proprio quando le cose stavano andando bene e la vita del crew stava prendendo la giusta direzione, avendo in mente svariati progetti per l’avvenire, il destino inflisse ai ragazzi “un grande schiaffo assordante“: Binbin morì nel dicembre 2014 per un problema cardiaco. Per far sì che l’anima del loro amico continuasse a vivere attraverso il suo sound, la musica divenne per loro una missione. Guillaume acquistò quindi il sound dalla famiglia di Binbin che lo aveva ereditato in proprietà. Esso venne quindi affittato per vari eventi legali, in particolare per il Son Libre Festival e per le feste Unsafe di Montpellier, ma oggi Guillaume ancora deve coprire i costi iniziali pari a circa 20.000 €.

Il 9 marzo, durante la sua ultima serata “Écoute ton core“, il crew dovette subire un altro duro colpo. La polizia pose fine alla festa che era stata organizzata senza permesso. “Avevamo visitato il sito con diversi gruppi che si erano già organizzati gratuitamente in questo luogo e non sembrava esserci alcun problema, ha detto Guillaume. Lo svantaggio principale e maggiormente ricorrente nell’organizzare feste illegali è che “il  passaparola viaggia molto veloce“. 

“Il pubblico era per lo più sereno, per cui il sequestro è stato condotto in tranquillità, anche se a detta di Guillame qualcuno tra i partecipanti si è lamentato ed ha protestato. Al momento, molte persone si erano pure offerte di pulire il posto. L’operazione dei gendarmi si è comunque svolta pacificamente e senza violenze, anche se poi è stato sequestrato tutto il sound e altro materiale. “Una cosa è certa, questo evento ci ha ricordato l’inestimabile valore sentimentale che questo sound rappresenta per noi e quanto noi ci teniamo ad esso e non vogliamo perderlo” dice Guillaume.

Ciò che non uccide…

L’hallucidité ha ricevuto “centinaia di messaggi di solidarietà” e quasi 1500 euro di donazioni. “Ringraziamo tutte queste persone dal profondo del cuore, l’associazione Freeform, così come il fondo di supporto per i soundsystems che ci aiuta ancora nei nostri sforzi“. In attesa del processo che si terrà il 24 giugno 2019 – durante il quale Guillaume incorrerà in un’ammenda di classe 5 e nella confisca finale del materiale – i membri del gruppo non devono abbattersi: “facciamo qualcosa di illegale consapevolmente, nessuno ci obbliga a farlo, conoscevamo i rischi” hanno detto. 

Quando abbiamo chiesto a Guillaume del futuro, così ci ha risposto: “Il più possibile legale, l’illegalità è un vincolo e non una scelta“. Il crew intenderà pertanto rispettare le leggi se riuscirà a recuperare il sound di Binbin, ma nello stesso tempo ha iniziato a costruire un secondo sound, dedicato agli eventi per così dire “più rischiosi”. “Non abbiamo alcuna intenzione di fermare i free parties perché crediamo che essi riflettano un problema reale mettondo in discussione le fondamenta della società“. Dopo aver preso parte ad eventi in Repubblica Ceca e altrove, in feste sia free che legali, sul modello di “semplici feste di paese ma con musica elettronica amplificata “, i membri de L’halluciditè confidano sempre “di trovare un accordo con le autorità, al fine di organizzare eventi autogestiti e legali“.

In un’epoca in cui la cultura alternativa va di pari passo con questa corrente musicale che non sembra ancora godere di uno stato di grazia perché ancora non accettata, in cui la repressione governativa contro le feste continua a crescere, l’amore per la musica e la volontà di condividerla non sembrano ancora sufficienti per allentare le tensioni tra i partecipanti alle feste e le autorità pubbliche, nonostante il supporto di varie associazioni come CNS, FSJS o Freeform .

Per comprendere meglio i problemi alla base di tutto ciò, Trax Magazine ha raccontato dettagliatamente nel suo numero 222 il mondo dei free parties e dei loro protagonisti, seguendo teknivals come quello del 1° maggio nella Creuse o incontrando ricercatori specializzati sull’argomento. Speriamo che tutto ciò porti fortuna a Guillaume e all’intero team de L’hallucidité per il processo del 24 giugno.

Il numero 222 di Trax Magazine è disponibile in edicola e presso il negozio online