Rosarno. Sfruttamento e rimborsi europei; gli affari delle 'ndrine sulla pelle dei braccianti stranieri

Grazia Orsati, Radio Città Aperta


La rivolta degli immigrati, Rosarno11-01-2010/15:02
- Stando alle prime indagini dirette dal procuratore capo di Palmi Giuseppe Creazzo già ci sono i primi elementi che dimostrano che dietro la caccia al nero in atto a Rosarno e nei dintorni si cono i clan. Il primo elemento intorno al quale s'indaga è il tipo di armi usate per ferire gli immigrati: fucili caricati a pallini. Un'arma che può fare molto male ma non  uccidere, un'arma che è stata scelta 'soltanto' per ferire. Tutti gli immigrati ricoverati finora negli ospedali della Piana avevano addosso i segni di quei pallini: sempre lo stesso tipo di fucile leggero in una zona dove ogni settimana sequestrano quintali di armi pesanti. Il secondo elemento è nella dinamica degli agguati: la facilità con la quale, una  dopo l'altra le vittime - nascoste in casolari, in fuga per i campi - sono state individuate. 'Questo presuppone una conoscenza e un controllo del territorio che solo gli uomini di mafia possono avere', spiegano ancora gli investigatori. Il terzo elemento è il più evidente di tutti: la presenza, sulle barricate e nei posti di blocco presidiati dagli abitanti di Rosarno, di molti personaggi legati alla 'ndrangheta. Gente dei Bellocco e dei Pesce, le due cosche dominanti in paese. Fra gli arrestati della rivolta c'è anche Antonio Bellocco, il figlio di Michele, il capo della famiglia.
E' certo un messaggio quello che le 'ndrine hanno voluto dare ai braccianti di Rosarno: non ci servite più. Il mercato di arance e clementine è in declino da quando la politica agricola dell'unione europea è cambiata con l'ingresso di Romania e Bulgaria, portando con sé il cambiamento del sistema di rimborso per gli agrumeti. «Entrano più soldi in tasca a lasciare i frutti marcire, che a farli raccogliere dagli intermediari che li destinano alle industrie della trasformazione- spiega Antonino Calogero, sindacalista di Gioia Tauro - i prezzi sono crollati a 6 centesimi al chilo per le arance» e i rosarnesi e le cosche infiltrate nella mediazione tra produttore e consumatore non volevano più la massa di lavoratori irregolari, deportati tra sabato e domenica dai «lager» Rognetta, Opera Sila e Colline di Rizziconi.
La Coldiretti informa che il prezzo delle arance dall'albero alla nostra tavola subisce un aumento del 474%. Cifre assurde che non rispecchiano neanche i prezzi contrattati dai contadini con i capibastone che acquistano per le 'ndrine locali. Sempre secondo la Coldiretti, il prezzo delle arance è 27 centesimi al chilo per il frutto da tavola e 6 centesimi per quelli destinati alla trasformazione. «I rimborsi con il nuovo sistema comunitario garantiscono una resa maggiore per ettaro» spiega ancora Calogero; prima infatti si pagava l'agricoltore per i quintali prodotti e certificati dalla Regione; ora i rimborsi vengono elargiti a seconda degli ettari di terra posseduti e che si dichiara di aver coltivato.
«Ai pochi che ancora volessero raccogliere i frutti, o ai grandi possidenti che su tonnellate di prodotto raccolto hanno ancora un utile, bastano e avanzano i rumeni, ucraini bulgari e maghrebini residenti in città, quasi tutti in case in affitto» - spiega all'Unità Pino, un ex bracciante. Ma è già dallo scorso anno i «neri» non erano più graditi, nel dicembre 2008 avevano osato manifestare per le strade rosarnesi contro la 'ndrina. A maggio, proprio a Rosarno venivano arrestati 3 imprenditori agricoli per associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, induzione della prostituzione ed estorsione.

Esiste un duplice problema, scrive in un comunicato la Rete dei Comunisti: “da una parte il trovarsi davanti un soggetto che è di fatto espulso dalla ‘civile democrazia’ dall'altra la cronica mancanza di organizzazione e di strumenti sindacali di difesa. Finché non si avrà il coraggio di intervenire e provare a dare forma organizzata a questa rabbia, rivolte come quelle di Rosarno si susseguiranno e amplieranno i margini della guerra tra poveri.”