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Di Antonietta Bottini
Non si fermano nemmeno a ferragosto e di fronte alle 237 mila firme raccolte in Lombardia a sostegno del Referendum nazionale. La notizia è stata anticipata sul Corriere della Sera di martedì Addio acqua del sindaco. Il decreto Ronchi sulla liberalizzazione dei servizi pubblici sta per entrare in Lombardia. Il servizio di erogazione dell'acqua finirà nelle mani di tante società miste, controllate al 60% dalle singole Province. Le restanti quote azionarie saranno però messe sul mercato attraverso gare pubbliche, con la possibilità, tutt'altro che remota, che anche i privati entrino nel business dell'acqua. La liberalizzazione è pronta. La Regione Lombardia approverà in giunta prima dell'estate la nuova legge che recepirà le direttive del decreto Ronchi. Materia complicata, quella della gestione e dell'erogazione dell'acqua dei rubinetti. Il quadro legislativo è complesso e in continua mutazione. C'è il decreto Ronchi, ma c'è anche la bocciatura arrivata dalla Corte costituzionale alla precedente legge regionale. Un vuoto normativo a cui il Pirellone porrà rimedio già nelle prossime settimane. Ieri l'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi ha incontrato i presidenti delle province lombarde per concordare le linee-guida della prossima legge regionale. Lo schema di partenza è confermato: ci sarà un soggetto gestore, la Provincia, che sostituirà gli Ato, le agenzie territoriali destinate a immediata scomparsa, e ci sarà poi un soggetto erogatore. La liberalizzazione imposta da Ronchi interverrà proprio qui: si creeranno, in pratica, tante società miste controllate dalle singole Province che dovranno però affidare, attraverso gara pubblica, la gestione del restante 40% del pacchetto azionario. L'opposizione di centrosinistra è scettica. Il PdL verrà portato in Giunta Regionalie il prossimo 5 Agosto e poi in Consiglio Regionale subito ai primi di settembre. Siamo in contatto con gli altri Comitati della Lombardia, per mettere in atto qualche iniziativa immediata come una mailbombing. Dato il periodo vacanziero non si riesce ad organizzare un presidio davanti al Pirellone (ma questa è una azione da prevedere certamente a settembre in occasione della riunione di Consiglio). Occorre allertare al più presto i sindaci (ognuno può iniziare a fare il tam-tam) che saranno esautorati da ogni possibilità di controllo. "I sindaci vengono ridotti a venditori di territori e giocatori di borsa per fare cassa" ha dichiarato Emilio Molinari. E' necessario che il popolo dell'acqua mantenga la mobilitazione attivata con la raccolta firme. Non dobbiamo permettere alla Giunta Formigoni di ignorare la determinazione di 237 mila cittadini lombardi che hanno firmato per i referendum, le migliaia di persone che si sono attivate nei banchetti, i 144 comuni della lombardia che avevano a suo tempo deliberato per un referendum contro la legge regionale e ancora tutti i consigli comunali che hanno deliberato la clausola statutaria 'la gestione dell'acqua è un servizio privo di rilevanza economica'. L'arroganza del potere tenta di cancellare la partecipazione democratica. Renderemo inutili i loro sforzi inondandoli di mail, di firme, di proteste, di lettere, di delibere. Porteremo secchi di acqua davanti al Pirellone. Leggeremo l'elenco delle persone che hanno firmato per fermare l'ennesima rincorsa verso la privatizzazione dell'acqua. Gliela canteremo in musica la sinfonia che i servizi pubblici e i beni comuni devono essere gestiti interamente da Enti Pubblici!! Comitato Acqua della Provincia di Pavia Ci siamo e siamo battaglieri anche in periodo di ferie!
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