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Comunicato Stampa Le realta dei movimenti napoletani, i sindacati di base, i centri sociali, i comitati civici, le reti studentesche esprimono la propria solidarietà al movimento dei precari del progetto Bros! In un contesto come quello dell'attuale crisi economica, con migliaia di famiglie sull'orlo del totale indebitamento, dopo anni di lotte e di risposte a dir poco parziali e inadeguate delle istituzioni, il percorso di cinquemila precari napoletani non può essere affondato con tanta irresponsabilità dalle istituzioni locali e nazionali, attribuendone i limiti paradossalmente ai cittadini e riducendolo a una questione di ordine pubblico! Così come rammarica leggere titoli giornalistici che associano "Clan e disoccupati" tra le voci del disagio metropolitano, come se fossse possibile assommare l'economia criminale che si arricchisce sulla devastazione del territorio, sulle estorsioni e sui traffici, con migliaia di proletari di questa città che chiedono finalmente di veder riconosciuto il loro diritto di cittadinanza. A fronte di una totale assenza di analisi sulla congruità sociale delle risposte politiche alla crisi, esiste ormai una retorica della delegittimazione verso le lotte sociali che aiuta la classe politica a nascondersi dopo gli scempi realizzati in tanti anni. Ebbene non è possibile: Napoli è una città dove la disoccupazione giovanile tocca quota del 60%... chi ritiene che le attuali risposte siano state inadeguate ne attrezzi di più serie e rapidamente, che conducano a lavoro vero e non assistito. Oppure se non può si dimetta! Abbiamo visto invece l'inverso: i precari Bros avevano avuto una formazione dalle stesse istituzioni nel campo ambientale, ma è stato fatto di tutto per non farli lavorare malgrado l'emergenza rifiuti, costringendoli ad iniziative clamorose di autorganizzazione del lavoro in questo settore. Soluzioni stabili non si trovano certo cominciando a interrompere la già misera continuità di reddito di queste persone per regalare invece soldi alle imprese. Noi che abbiamo memoria lunga delle vicende napoletane abbiamo sempre appoggiato e appoggeremo le rivendicazioni dei movimenti dei precari nell'ottica di una più generale battaglia contro la crisi. Non lasceremo che siano isolati e continueremo a costruire iniziative insieme. Invitiamo la società civile, le associazioni, le forze sinceramente democratiche ad aprire un confronto serio su queste vicende. E non il facile scandalismo del tipo "In che mondo viviamo"... In una città come la nostra le lotte sociali sono l'espressione della dignità contro i meccanismi silenziosi della clientela come dispositivo di sopravvivenza. E non sono un governo nazionale e locale affossato negli scandali, nelle lotte intestine e nella questione morale che possono dare lezioni! Comincino finalmente a occuparsi di più della questione sociale, che è sempre più drammatica, altrimenti saranno le nostre lotte a farglielo ricordare! Realtà di base dei Movimenti napoletani
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