|
Redazione Radio Città Aperta
20-02-2010/19:05 --- E’ partito poco prima delle 16 da Piazza Cordusio il corteo organizzato la rete nazionale Euskal Herriaren Lagunak (Amici e amiche del Paese Basco) insieme alla Comunità Curda della Lombardia, alla Comunità Palestinese di Milano e all’Associazione Nuova Colombia a conclusione della settimana internazionale di solidarietà con il popolo basco. Il corteo, alla quale hanno partecipato più di mille persone, era aperto di fotografie dei prigionieri politici baschi: un gesto di solidarietà che da qualche tempo in territorio iberico è punito anche con l'incarcerazione immediata. Un atto dal forte valore simbolico scelto per denunciare la chiusura di ogni spazio di agibilità politica democratica per la sinistra indipendentista da parte delle autorità di Madrid con la complicità dei governi e delle istituzioni del resto del continente. Una denuncia di svelamento della facciata "progressista" di cui si ammanta, fin dal suo insediamento, il governo del ‘socialista’ Zapatero. Al corteo hanno partecipato attivisti e militanti dei comitati di solidarietà con Euskal Herria provenienti da molte città, esponenti dei centri sociali e dei gruppi internazionalisti, di alcuni forze della sinistra antagonista e anticapitalista, ma anche una delegazione di giovani baschi che hanno raggiunto Milano dal resto d’Italia, oltre ad alcuni rappresentanti dell’organizzazione internazionalista basca Askapena. Presente anche una delegazione indipendentisti sardi, esponenti delle associazioni kurde e palestinesi, di alcuni paesi dell’America Latina, cittadini irlandesi e tedeschi. Un corteo molto colorato e combattivo, chiuso dagli interventi di alcuni rappresentanti delle forze promotrici in Largo Cairoli. Da segnalare che durante il tragitto alcuni manifestanti hanno lanciato una decina di uova contro l'ufficio del turismo spagnolo in via Broletto, come gesto di protesta contro la repressione del governo di Madrid nei confronti del popolo basco. Nel corteo erano visibili anche un gruppo di lavoratori immigrati delle cooperative di facchinaggio che in queste settimane sono protagonisti di dure lotte per la conquista dei loro diritti nell’interland milanese.
“In un momento di forte crisi economica, politica e sociale cui gli Stati imperialisti rispondono internamente con la repressione e fuori dai propri confini con la guerra – hanno scritto i promotori nel documento di convocazione dell’iniziativa - crediamo sia fondamentale rafforzare la solidarietà e i rapporti tra i popoli in lotta che combattono per rivendicare i propri diritti, tra studenti e lavoratori che anche all'interno della cosiddetta ‘Fortezza Europa’ si organizzano per promuovere un modello di società anticapitalista.” Nell’ambito della settimana di solidarietà con il popolo basco che si è conclusa con l’iniziativa di oggi, le attività realizzate in Italia e nel resto del mondo, principalmente in America Latina, sono state ben 80 con la partecipazione di migliaia di persone a dibattiti, concerti, proiezioni di documentari e manifestazioni. Giunta alla quarta edizione la settimana ha potuto contare quest’anno su una rete di circa 30 comitati di solidarietà con Euskal Herria, attivi in 18 diversi paesi nella denuncia delle violazioni dei diritti civili e politici nei Paesi Baschi, delle illegalizzazioni di partiti politici, organizzazioni politiche e mezzi di comunicazione baschi; a tutto questo si aggiungono le torture inflitte ai detenuti baschi, la violazione dei diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche all'interno delle carceri spagnole e francesi. Il tutto mentre la sinistra indipendentista continua ad affermare di voler giungere ad una risoluzione negoziale e pacifica del conflitto. Durante la settimana internazionale di quest'anno si sono svolte distinte iniziative che sono state caratterizzate da tre tematiche: la presentazione del caso Egunkaria (quotidiano basco chiuso da Madrid in quanto ritenuto espressione dell’Eta, con il processo in corso proprio in questi giorni contro giornalisti e dirigenti); la presentazione del film documentario Itsasoaren Alaba, che racconta la storia di una bambina alla quale gli squadroni della morte spagnoli uccidono il padre, militante dell’ETA, con la presenza del regista e di un membro dell'associazione che ha finanziato il progetto; e la tematica repressiva spiegata in diversi dibattiti da avvocati, famigliari dei prigionieri politici, ex prigionieri politici e da membri di associazioni pro-amnistia. La settimana internazionale si è conclusa a Torino con un presidio sotto il Consolato spagnolo in p.zza Castello, dove tra le altre cose, si è denunciato l'ultimo caso di sparizione del militante politico Jon Anza, scomparso misteriosamente circa 9 mesi fa in territorio francese. A prendere parte al presidio e a dimostrare la loro vicinanza, un centinaio di persone. Tra i numerosi interventi, anche quello di due famigliari di prigionieri politici baschi presenti in piazza, che hanno mandato un caloroso abbraccio a tutti i prigionieri e le prigioniere politiche basche, ringraziando per il lavoro quotidiano di solidarietà portato avanti da tutti gli Amici e amiche di Euskal Herria.
|