Radio - Protezione Civile Spa. Un libro-inchiesta e le RdB denunciano il 'potere assoluto' di Bertolaso
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Protezione Civile Spa. Un libro-inchiesta e le RdB denunciano il 'potere assoluto' di Bertolaso Stampa E-mail

Redazione Radio Città Aperta

Potere assoluto - La protezione civile ai tempi di Bertolaso22-01-2010/16:13 --- La Protezione civile s.p.a rappresenta un 'business miliardario' e una 'concezione sbagliata della difesa del territorio'. A lanciare ancora dure critiche al progetto di trasformazione della Protezione civile italiana e a non lesinare critiche al suo capo, Guido Bertolaso, definito ''il capo assoluto degli italiani'', sono le RdB dei Vigili del Fuoco che ieri mattina a Roma hanno presentato un libro-inchiesta del giornalista Manuele Bonaccorsi dal significativo titolo: ''Potere assoluto - La Protezione civile ai tempi di Bertolaso'', edito dalle Edizioni Alegre. Un libro nel quale l'autore definisce Bertolaso il ''Re Sole dell'intervento pubblico'' e ricostruisce gli ultimi fatti legati alla Protezione civile affermando che questa ormai ''non si occupa soltanto di soccorsi in caso di calamità naturali ma decide la ricostruzione delle città disastrate, coordina gli appalti pubblici, amministra risorse finanziarie di proporzioni rilevanti''.
«Il centro d'interesse della protezione civile – dichiara Bonaccorsi durante la conferenza stampa organizzata da RdB Pubblico Impiego -, oramai non è più la prevenzione ma l'ingegneria fisica. Alla protezione civile interessa la gestione del potere che viene dall'alto e discende al basso. Quando il sindaco di Catania Umberto Scapagnini è stato chiamato dai consiglieri comunali per relazionare su come stesse utilizzando il denaro dei cittadini, ha risposto che lui non aveva nulla da dire: a Catania aveva avuto il potere dall'altro, da Berlusconi stesso e non dal Comune».
Secondo il giornalista, quello proposto da Bertolaso e dal Governo «è un modello da ripetere: questo è il potere assoluto. Non esiste potere più assoluto di quello che il proprietario ha rispetto alla sua proprietà e questa, al momento, è una precisa concezione della cosa pubblica».
Come esempio, Manuele Bonaccorsi prende il terremoto dell'Aquila dello scorso aprile: «I campi sono diventati subito campi militari, dove era impedito ai cittadini di riunirsi e discutere. Il modello di costruzione è diventato solo un grande affare. E infatti 8000 aquilani sono ancora negli alberghi della costa. Bisogna fermare questa protezione civile Spa, impedire che diventi cosa privata. C'è da difendere la costituzione e la democrazia italiana».
La protezione diventa sempre più una macchina con pochi intralci che ''gestisce grandi eventi, manifestazioni sportive, meeting religiosi. Utilizza l'emergenza per governare il territorio. Ma non fa prevenzione, come dimostrano il caso de L'Aquila prima e quello di Messina dopo''. ''Tutte cose - ha sottolineato Paola Palmieri, della Federazione Nazionale delle RdB - da noi puntualmente denunciate da mesi e che hanno trovato stranissimi e intricati intrecci trasversali che hanno portato al risultato della S.p.a. Tutto nasce nel 2004 quando il Corpo dei Vigili del fuoco è stato spostato nel cosiddetto 'Comparto sicurezza' alle dirette dipendenze dei Prefetti e cioè delle emanazioni territoriali del potere politico. La concezione che questo governo ha dell'importante settore della difesa del territorio la sta dimostrando con i suoi ultimi provvedimenti ma una sperimentazione importante c'è stata a partire dal G8 di Genova quando già denunciammo che alcuni mezzi del Vigili del fuoco furono riverniciati e usati con funzioni di ordine pubblico''.
Altro esempio negativo della nuova gestione della Protezione civile è venuto, secondo i sindacati di base, anche nell'ultimo terremoto in Abruzzo. ''Basti dire - ha denunciato Antonio Jiritano, della RdB Vigili del Fuoco - che a otto mesi dal sisma il centro storico dell'Aquila è ancora deserto e impraticabile. Ricordo che le nostre colonne mobili, subito partite per l'Abruzzo, anche per la mancanza di manutenzione, sono state falcidiate bloccandosi per la metà sull'autostrada e l'intera macchina della Protezione civile non ha, di fatto, funzionato nei primi tre giorni dal sisma''.

La presentazione del libro e il lungo dibattito al quale hanno preso parte oltre all'autore Bonaccorsi e gli esponenti dei sindacati di base dei Vigili del Fuoco anche esponenti dei comitati abruzzesi, si doveva tenere nei locali del Comando Provinciale dei VVFF di Roma, in Via Genova. Ma martedì il Ministero degli Interni con una banale scusa lo ha vietato, obbligando le RdB del Pubblico Impiego a cercare un'altra sala. A proposito di potere assoluto...

 

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