Radio - L'Egitto rafforza l’assedio contro Gaza e dichiara Galloway ‘persona non gradita’. Ma Viva Palestina annuncia altri convogli
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L'Egitto rafforza l’assedio contro Gaza e dichiara Galloway ‘persona non gradita’. Ma Viva Palestina annuncia altri convogli Stampa E-mail

Marco Santopadre, Radio Città Aperta

Galloway tra i bambini di una scuola di Gaza09-01-2010/15:05 --- Il governo egiziano ha deciso che tutti gli aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia di Gaza dovranno essere consegnati alla Egyptian Red Crescent al valico di al-Arish, che, dopo un controllo, li porterà alla Palestinian Red Crescent di Gaza. E' quanto ha dichiarato ieri al quotidiano "Ash-Sharq Al-Awsat" il ministro degli Esteri egiziano Ahmad Abu Al-Gheit.
Dopo aver negato fino all’ultimo l’ingresso dei convogli internazionali che portavano aiuti umanitari e sanitari destinati alla martoriata popolazione di Gaza il governo egiziano nelle ultime ore ha annunciato un ulteriore indurimento dell’embargo contro i palestinesi della Striscia, con alcune misure che sanno di aperta ritorsione proprio contro i tentativi di Viva Palestina e della Gaza Freedom March di rompere l’assedio.
Ieri infatti l’Egitto ha dichiarato il deputato britannico George Galloway ‘persona non grata’. Il viceministro degli Esteri del Cairo Hazem Ramadam ha informato Galloway alla sua partenza per Londra, di ritorno da Gaza, che non gli sarà più permesso di tornare nel paese perché “i problemi da lui causati sono stati una minaccia per la sicurezza dei cittadini egiziani”. La piattaforma Viva Palestina, che ha organizzato il convoglio di aiuti che alla fine è riuscito almeno in parte ad entrare nella Striscia dopo parecchi giorni di attesa e le pesanti cariche della polizia egiziana nel porto di El Arish, afferma sul suo sito Web che Galloway è stato costretto a lasciare il Cairo con "agenti egiziani in borghese che lo hanno scaraventato su un aereo diretto a Londra". Fonti dell'aeroporto hanno invece affermato che Galloway e' partito volontariamente, aggiungendo che gli agenti che lo accompagnavano dovevano proteggere la sua sicurezza nientemeno che dagli "egiziani irritati dai problemi causati ad al Arish". Il parlamentare avrebbe voluto tornare a Rafah dopo aver sentito che sette componenti del suo convoglio erano stati arrestati. Si tratterebbe di quegli stessi per i quali l’altroieri il procuratore generale aveva emesso ordine di arresto per lesioni e danneggiamenti dopo gli scontri con la polizia della notte tra il 5 e il 6 gennaio nella località egiziana di confine. Già arrestati sul posto, i sette, precisa il sito, erano stati rilasciati dopo un accordo preso con le autorità del Cairo da Galloway e da un parlamentare turco. Appena tornato sul lato egiziano del valico di Rafah, riporta ancora Viva Palestina, il politico britannico ed il suo collega Ron McKay erano stati spinti a forza in un furgone e portati via. Secondo voci non confermate, i sette sono stati trattenuti per alcune ore dalla polizia per poi essere espulsi dal Paese. Espulso dal partito laburista nel 2003 perché contestava la linea conservatrice e neoliberista del partito, Galloway è sempre stato su posizioni filopalestinesi e dal 2005 rappresenta in parlamento il partito di sinistra Respect, da lui fondato.
Naturalmente l’accoglienza riservato a Galloway e agli attivisti di Viva Palestina all’interno della Striscia di Gaza è stata ben diversa. Giovedì Ismail Haniyah, capo del governo della Striscia di Gaza, ha premiato una delegazione che rappresentava "Lifeline 3", affermando che il popolo palestinese considera ‘eroi’ tutti i suoi partecipanti. Ciò è avvenuto nel corso di una cerimonia organizzata dal governo nella Striscia di Gaza, nel centro culturale Rashad al-Shawa, per onorare i membri del convoglio in presenza di Haniyah e di un certo numero di suoi ministri e leader di Hamas. Haniyah ha condannato le aggressioni contro i membri del convoglio, alcuni dei quali sono giunti a Gaza con le teste bendate, affermando che "il popolo palestinese li considera degli eroi. Perciò mettiamo sul petto di tutti loro un distintivo d'onore della Palestina, per aver raggiunto la Striscia di Gaza e aver sopportato la fatica del viaggio". Egli ha affermato: "Quelli come voi, che hanno espresso il proprio rifiuto dell'occupazione e della presenza di un altro popolo sulle rovine di uno Stato e di una terra di altri popoli, e che hanno rifiutato 'assedio e la politica di aggressioni e di crimini praticati contro il nostro popolo, vanno rispettati ed apprezzati per la cultura che essi diffondono in tutto il mondo". Ha poi aggiunto: "L'assedio imposto da Israele sulla Striscia di Gaza è un crimine della nostra epoca, perché un milione e mezzo di palestinesi vivono all'interno di una grande prigione chiamata Striscia di Gaza, e questa è una pugnalata a tutti i valori etici dell'umanità".
Haniyah ha invitato le autorità egiziane a un incontro per risolvere lo spiacevole episodio accaduto la sera di martedì sul confine egiziano con la Striscia di Gaza, aggiungendo che la Striscia di Gaza "non è mai stata motivo di minaccia per la sicurezza della sovranità egiziana". Dal canto suo, il deputato alla Camera dei Comuni britannica, George Galloway, ha espresso il proprio orgoglio per la sua presenza sulla terra di Gaza, e ha descritto le difficoltà incontrate dal convoglio per raggiungere la Striscia sottolineando che gli aiuti umanitari e materiali continueranno: "La Palestina è diventata un simbolo per tutti gli uomini liberi nel mondo e un simbolo della libertà; la bandiera palestinese viene alzata nella maggior parte delle capitali del mondo". Galloway ha affermato che il prossimo convoglio partirà dal Venezuela, guidato dal presidente venezuelano Hugo Chavez, e arriverà dal mare mentre in una intervista ad Al Jazeera ha affermato che un altro convoglio partirà prossimamente dal Sudafrica mentre l’ex primo ministro della Malaysia Mahatir Mohammad guiderà quello proveniente dal Paese del sud-est asiatico.
Galloway ha dichiarato che il governo egiziano è "parte attiva dell'assedio imposto al popolo palestinese a Gaza", e ha descritto il ‘muro d'acciaio’ in costruzione al confine con la Striscia di Gaza come un "muro della vergogna". Galloway si è domandato: "Perché ci sono tutti questi complotti contro Gaza? La risposta è: perché ha messo in pratica la democrazia e ha scelto la propria dirigenza politica che non piace agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna". Secondo il deputato britannico, infatti, l'unico soggetto autorizzato a scegliere il governo palestinese è il popolo palestinese stesso.

 

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