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Mubarak accoglie Netanyahu a braccia aperte e continua a bloccare la Gaza Freedom March. Il Cairo invasa dalle manifestazioni |
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Marco Santopadre, Radio Città Aperta
29-12-2009/13:53 --- La risposta di ieri della delegazione del Forum Palestina e di quella francese al sequestro degli autobus che dovevano portare gli internazionalisti ad El Arish ha fatto scuola ed oggi praticamente tutte le delegazioni stranieri presenti in Egitto hanno manifestato durante la mattinata in diversi quartieri del Cairo inscenando sit in e proteste sotto le rispettive ambasciate. Ci racconta Mila Pernice in diretta dal Cairo: “Poco fa siamo passati davanti all’ambasciata degli Stati Uniti e abbiamo visto gli attivisti americani completamente circondati su tutti e quattro i lati dai poliziotti egiziani in tenuta antisommossa. Ora invece gli attivisti della delegazione del Forum Palestina e quelli di Action for Peace stanno tenendo un’assemblea davanti all’ambasciata italiana scambiandosi informazioni e concordando le iniziative dei prossimi giorni. Alcuni delegati italiani si sono nuovamente incontrati stamattina con il Primo Segretario della rappresentanza diplomatica italiana avanzando la proposta di far passare almeno una delegazione ristretta per fare arrivare gli aiuti raccolti per le strutture e la popolazione palestinese di Gaza. Tra questi si sottolinea l’impegno preso in Italia proprio dal Forum Palestina nei confronti dell’ospedale palestinese Al Awda di Jabalya che ha coinvolto decine di città e di associazioni in tutto il paese”. Nelle ultime ore è stato avviato un inventario dei materiali sanitari, scolastici e delle donazioni la cui lista verrà consegnata al personale diplomatico italiano affinché lo inoltri alle autorità egiziane. Mentre scriviamo un corteo di circa 400 attivisti internazionali sta sfilando in corteo per le vie del Cairo, dal Museo Egizio fino alla sede del sindacato egiziano dei giornalisti: ricevuti dagli applausi dei cittadini del Cairo e di numerosi turisti presenti nel centro cittadino, i manifestanti gridano slogan a favore dell’Intifada e in solidarietà con la Palestina, sventolando bandiere palestinesi e mostrando cartelli contro l’assedio alla popolazione di Gaza. All’interno della sede del sindacato dei giornalisti gli attivisti delle diverse delegazioni internazionali incontreranno tra poco Hedy Epstein, l’85enne ebrea americana scampata ai campi di sterminio che ieri mattina ha iniziato uno sciopero della fame di protesta insieme ad altri esponenti della Gaza Freedom March. Successivamente, alle 18, è previsto un sit-in insieme al sindacato degli avvocati egiziani convocato per ricordare il primo anniversario del massacro dei palestinesi operato dalle truppe israeliane a Gaza nell’ambito dell’Operazione Piombo Fuso esattamente un anno fa. Due giorni fa la manifestazione degli avvocati egiziani era stata dispersa dalla polizia. Racconta ai microfoni di Radio Città Aperta il corrispondente de Il Manifesto Michele Giorgio: “E’ sconfortante il modo in cui le autorità egiziane stanno trattando i 1400 attivisti arrivati qui in Egitto da ben 42 paesi. Mentre le autorità egiziano stendono oggi il tappeto rosso per ricevere il premier israeliano Netannyahu, usano il pugno di ferro contro gli attivisti internazionali ed egiziani. Netnayahu è in Egitto per discutere sullo scambio dei prigionieri e degli accordi economici con cui Israele di fatto condiziona pesantemente l’Egitto”. Secondo Mila Pernice del Forum Palestina per l’Egitto aver tenuto sequestrati al Cairo gli attivisti della Gaza Freedom March durante la visita di stato di Netanyahu può rivelarsi un boomerang visto che oggi in diversi quartieri della città sono visibile le proteste contro la politica di complicità del governo egiziano con quello israeliano. Invece Michele Giorgio racconta di come la stampa internazionale, ed araba in particolare, sta seguendo le attività della Marcia Internazionale in Egitto: in questi giorni numerosi quotidiani arabi, ed anche egiziani, hanno dedicato anche le prime pagine a questo evento e cominciano ad emergere con sempre più evidenza le critiche delle redazioni nei confronti del regime di Mubarak che pur definendosi ‘moderato’ è uno dei più repressivi nei confronti della dissidenza interna e di ogni opposizione. Anche le tv arabe stanno seguendo l’evento con molta attenzione, in particolare Al Jazeera che non a caso è da tempo osteggiata dal regime del Cairo.” Michele Giorgio racconta che anche alcuni giornali israeliani hanno investito nella copertura mediatica dell’evento, ed in questi giorni al Cairo è presente la giornalista di Haaretz Amira Hass.
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